Bello il nuovo sito! Guarda c’è anche l’App, ma siamo sicuri che siano per tutti? A quanto pare, l’accessibilità web è un principio già da tempo riconosciuto nel mondo digitale, ma ancora troppo poco applicato nella pratica. Se da un lato esistono linee guida e normative che promuovono un web inclusivo, dall’altro molti siti restano inaccessibili per milioni di persone con disabilità.
Rendere il web accessibile non è solo una questione etica, ma anche una necessità concreta per garantire pari opportunità a tutte le persone che vogliono navigare online.
Perché l’accessibilità web è irrinunciabile
Diamo un po’ di numeri, quelli purtroppo sono molto divisivi. Secondo le stime, infatti, circa il 15% della popolazione mondiale è affetta da disabilità. Una percentuale destinata a salire se consideriamo anche le inabilità temporanee dovute agli infortuni, senza contare l’invecchiamento della popolazione. In Italia, il 21% delle persone incontra difficoltà nell’accesso a contenuti digitali
L’accessibilità web permette a chiunque, indipendentemente dalle proprie capacità fisiche o cognitive, di navigare, interagire e accedere alle informazioni in rete. Eppure, molte aziende e istituzioni faticano ad adottare soluzioni davvero accessibili e inclusive, spesso per mancanza di conoscenza o, peggio, per sottovalutazione del problema.
Quali sono le principali barriere all’accessibilità?
Addentriamoci nell’intricata e complessa foresta delle difficoltà che le persone colpite da disabilità affrontano online quotidianamente.
Le persone con cecità o ipovisione, ad esempio, utilizzano tecnologie assistive come screen reader e display braille per accedere ai contenuti digitali. Purtroppo, però, molte pagine web non sono ottimizzate per questi strumenti, rendendo la navigazione difficile, se non addirittura impossibile.
Chi ha problemi di udito, invece, necessita di sottotitoli per i video e di trascrizioni per i contenuti audio. Nonostante la grande diffusione, soprattutto sui social, di contenuti sottotitolati, troppo spesso questi elementi sono ancora assenti in molti contesti virtuali, escludendo una parte significativa della popolazione dall’accesso a informazioni fondamentali.
Le persone con limitazioni motorie possono avere difficoltà nell’uso del mouse o della tastiera. Siti non compatibili con la navigazione da tastiera o con dispositivi alternativi rappresentano una barriera insormontabile.
Oltre alla frustrazione che questo scenario può generare, si tratta effettivamente di occasioni perdute per tutti brand che desiderano fare la differenza e raggiungere più persone possibile.
WCAG linee guida per un web accessibile
Sarebbe buona norma ricordare di seguire le linee guida stilate dal W3C ossia le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), basate sui quattro principi fondamentali dell’accessibilità:
- Percepibilità: i contenuti devono essere accessibili in diverse forme.
- Usabilità: l’interfaccia deve essere navigabile con diversi dispositivi, inclusa la tastiera.
- Comprensibilità: i contenuti devono essere chiari e intuitivi.
- Struttura: il sito deve essere compatibile con diverse tecnologie assistive.
Perché l’accessibilità è ancora così poco praticata
La mancanza di consapevolezza è uno tra i motivi primari. Sovente, molte aziende e in taluni casi alcuni sviluppatori non conoscono l’importanza dell’accessibilità. Inoltre, si teme che rendere un sito accessibile sia troppo oneroso, anche se molti miglioramenti sono a basso costo. Infine, la ciliegina sulla torta è la scarsa regolamentazione. In molti paesi non vengono effettuati controlli e spesso tutto passa sotto silenzio.
Il web 4.0 dev’essere inclusivo
Il web fa parte della nostra quotidianità da decenni e ignorare la questione dell’inclusività intesa come accessibilità è come nascondere la polvere sotto il tappeto. Comodo, finché la polvere non si accumula. Non stiamo solo aprendo una questione etica ma stiamo considerando anche i benefici concreti, per i brand e la loro platea virtuale.
Un web accessibile e inclusivo dona una migliore esperienza utente per tutti, inclusi gli anziani e le persone con disabilità temporanee o permanenti. Ricordiamoci poi che un sito accessibile raggiunge più persone. Un aspetto di cui si giova anche la SEO, visto che Google fa salire nel ranking i siti con una struttura chiara e accessibile.
Come scoprire se il tuo sito web è accessibile e come renderlo tale
Ok. Finora abbiamo parlato, adesso è il momento della verità. Per sapere quanto è accessibile il tuo sito, inserisci l’url qui. Leggi i report, se le percentuali sono bassine, passa da noi , se invece sono buone, passa lo stesso da noi. C’è sempre un modo più inclusivo per comunicare e noi lo conosciamo.
L’immagine, come sempre, è stata generata con un prompt di mmad eu su Midjourney
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