Esiste uno standard per la comunicazione inclusiva? La risposta è sì. In un contesto in cui tutto è normato, anche in questo ambito la comunicazione ha subito una trasformazione radicale. Non si tratta più di semplice trasmissione di messaggi promozionali a leva strategica per raccontare i valori di brand e istituzioni.

Al centro di questo cambiamento c’è un concetto diventato sempre più imprescindibile: l’inclusività. Tantomeno è più solo di buone intenzioni o di campagne emozionali: oggi la comunicazione inclusiva è regolata da standard riconosciuti e premiata dalle istituzioni.

Dalla sensibilità alla strategia

Nei primi anni 2000, la comunicazione e il linguaggio inclusivi erano esclusivo appannaggio di chi raccontava la diversità con approcci abbastanza didascalici. Le campagne si limitavano a sensibilizzare il pubblico sulla disabilità o la multiculturalità, spesso con narrazioni pietistiche o stereotipate. Eravamo ancora molto lontani da un approccio più maturo, consapevole e strategico.

Fortunatamente negli ultimi anni, però, il concetto di inclusività ha abbandonato la sfera emotiva per entrare in quella operativa. Oltre la scelta valoriale c’è un metodo strutturato, quello normato dalla UNI/PdR 164:2024, che definisce i requisiti di una comunicazione pubblicitaria accessibile e inclusiva. In tal senso si è trattata di una vera e propria rivoluzione copernicana del linguaggio inclusivo per la creazione di messaggi pubblicitari realmente fruibili da tutti, con una particolare attenzione all’accessibilità. Parliamo, in sostanza, di sottotitolazione, audiodescrizione, interpretariato in LIS, scelta consapevole delle immagini e quant’altro.

I riconoscimenti istituzionali che cambiano la percezione: Diversity Brand Award e ShowReal

Oltre i vuoti applausi e le postille legali di una norma, a non solo standard: a premiare le aziende che investono in comunicazione inclusiva ci sono anche riconoscimenti ufficiali. Uno dei più autorevoli in Italia è il Diversity Brand Award, nato con l’obiettivo di misurare e valorizzare l’impegno dei brand nell’ambito DEI. La manifestazione ha premiato Nuvenia, Sephora Italia e Ikea Italia per campagne e progetti che raccontato la diversità in modo autentico, senza stereotipi e con uno sguardo innovativo. Per la cronaca, il premio viene assegnato partendo da un mix di analisi qualitative, survey e valutazioni che lo rendono un paradigma per chi progetta e crea comunicazione inclusiva.

Qual è stato il punto di non ritorno del cambio di passo sulla narrazione della disabilità? È stato un percorso che è culminato nel progetto ShowReal, lanciato nel 2023 per promuovere una rappresentazione più realistica delle persone con disabilità nella pubblicità, oltre le iperboli eroiche o narrazioni pietistiche ed edulcorate.

Quali possono essere le strategie per un futuro più inclusivo e sicuro?

Le aziende più lungimiranti come Enel, FS e Quid Impresa Sociale, stanno già integrando inclusività e gestione dei dazi in un’unica visione strategica. La gestione della complessità dello scenario richiede delle mosse decisive quali:

Audit della supply chain: la verifica che tutti i fornitori rispettino criteri etici, ambientali e legali è il primo passo per evitare reputazionali e di compliance.

Formazione interna: la sensibilizzazione del personale sul valore dell’inclusività e sui rischi connessi a scelte non etiche.

Scelte produttive responsabili: la selezione di partner commerciali in aree con standard elevati, anche a fronte di costi leggermente superiori.

Trasparenza: la comunicazione chiara e autentica delle proprie scelte ai clienti, agli investitori e alla stampa.

Sebbene il clima instaurato dai dazi possa preoccupare, è importante che ci sia sempre una nuova prospettiva. Per ripensare il futuro in modo inclusivo, dai un’occhiata qui.

La nascita di un metodo

Se tutto è misurabile, scalabile, modellabile anche la comunicazione ha imparato ad esserlo con l’approccio inclusivo di chi dà vita a messaggi accessibili e allineati con standard riconosciuti. Una scelta matura e consapevole che tutte le aziende e le agenzie sono chiamate a fare per non lasciare nulla a caso e nessuno indietro.